ALCOL E POLIABUSO

 Nel panorama costituito dal fenomeno dell’uso di sostanze psicoattive si stanno verificando negli ultimi anni rapidi cambiamenti circa le tipologie del comportamento d’abuso di sostanze usate, le modalità di assunzione e i contesti nei quali avvengono.

Negli ultimi anni, infatti, si è assistito al diffondersi di un fenomeno complesso e articolato che vede la poliassunzione di sostanze psicoattive legali e/o illegali da parte di un largo numero di soggetti, spesso giovani.

I Servizi di Algologia si sono trovati, dunque, a dover affrontare una nuova categoria di utenti: coloro che comunemente vengono definiti come “poliabusatori”; persone generalmente di  giovane età (non maggiori di 30 anni) che associano all’assunzione di alcol quella di altre sostanze psicoattive quali l’hashish, la morfina, la cocaina, l’ecstasy, i farmaci, ecc...

La poliassunzione di sostanze può essere considerata secondo due diversi parametri: il tempo e la funzione o modalità.

In riferimento al tempo si possono distinguere l’uso simultaneo, l’assunzione di una o più sostanze contemporaneamente o l’uso concorrente, l’assunzione di sostanze diverse in un lasso di tempo.

Per quanto riguarda invece la funzione e le modalità si possono avere le seguenti categorizzazioni:

-          Affiancamento: una sostanza o più sostanze di contorno a una che rimane quella elettiva, la preferita o della dipendenza primaria. Le atre fungono da potenziatore, o sono legate a diversi momenti o sono ricercate perché hanno effetti farmacologici diversi, spesso complementari, rispetto a quelli della sostanza primaria.

-          Sostituzione: utilizzo di una o più sostanze per sostituire quella primaria non reperibile per mancanza o per scelta, ma che rimane quella “elettiva”.

-          Compresenza: una o più sostanze psicoattive senza che nessuna assuma un ruolo primario. I soggetti che usano questa modalità possono essere definiti poliabusatori e politossicodipendenti primari.

Da un punto di vista psicologico, l’abuso multiplo di sostanze e la politossicodipendenza possono essere interpretati come una forma di “autoterapia”, essendo sottostante un’intensa sofferenza psicologica precoce, legate a problematiche di identificazione, di ricerca di adeguatezza, che trova sollievo nell’acting out comportamentale costituito dall’abuso di più sostanze, come se una sola non fosse sufficiente a svolgere la funzione di “copertura”.