Tra i soggetti con problemi di abuso o dipendenza alcolica si possono manifestare  sintomi di tipo psicopatologico (stati d’ansia/angoscia, stati depressivi, idee deliranti, acting-out,ecc) al punto che, in molti casi, è possibile formulare una diagnosi di comorbilità psichiatrica o doppia diagnosi.

I sintomi psicopatologici possono essere preesistenti o conseguenti alla condotta di abuso o dipendenza alcolica e per questo motivo è possibile (e utile) differenziare le forme primarie da quelle secondarie. Nelle forme primarie l’alcoldipendenza non è conseguente ad un disturbo psichiatrico. Nelle forme secondarie invece consegue ai sintomi di tipo psicopatologico.

E’ vero infatti che i disturbi psichici possono essere determinati  proprio “dal processo di alcolizzazione” e possono quindi rappresentare una conseguenza dell’azione tossica dell’alcol sul cervello e sulla personalità.

In effetti l’alcol è una sostanza psicoattiva che produce effetti neurobiologici che modificano il funzionamento del Sistema Nervoso Centrale e che si esprimono sia acutamente, in modo transitorio (conseguenze psichiatriche dell’intossicazione e dell’astinenza quali agitazione psicomotoria, allucinazione alcolica, delirium tremens), sia cronicamente (es. demenza alcolica e patogenicità dell’alcol).

Non è pertanto sempre facile distinguere le forme di alcolismo secondario dalle complicanze neurobiologiche dell’alcoldipendenza.

Queste distinzioni inoltre non hanno validità assoluta in quanto nella realtà si possono incontrare persone con situazioni complesse che non corrispondono alle classificazioni proposte.

In sintesi si possono però distinguere le seguenti condizioni:

  1. l’abuso o la dipendenza da alcol possono facilitare l’insorgenza di un disturbo psichiatrico
  2. un disturbo psichiatrico preesistente può comportare un abuso alcolico come forma di autoterapia
  3. parallelismo tra disturbo psichiatrico e alcoldipendenza che si manifestano indipendentemente l’uno dall’altra, ma che tuttavia possono interagire alleviandosi o esacerbandosi a vicenda

Al di là della complessa panoramica eziopatogenetica  tra abuso/dipendenza alcolica e problematiche psicopatologiche è ormai opinione unanimemente condivisa quella per cui si debba dare rilievo, sul piano terapeutico, alla concomitante psicopatologia.

Questa infatti si configura spesso come fattore prognosticamente negativo, soprattutto se non adeguatamente trattato (in modo particolare nelle forme di alcoldipendenza secondaria).

Inoltre, nei casi in cui la psicopatologia psichica sia secondaria all’abuso o alla dipendenza alcolica, non sempre si verifica una spontanea remissione della stessa con il raggiungimento della condizione di sobrietà  (in letteratura sono stati riportati casi di aggravamento o di comparsa di un grave quadro depressivo, successivamente alla sospensione del potus).

In questi casi è importante impostare un’adeguata terapia farmacologica oltre che  un parallelo intervento psicologico.

Infine si segnala che la letteratura riporta che il  fenomeno della comorbilità psichiatrica interessa oltre la metà dei pazienti alcolisti.